Varo a s-ciafà

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Pescantina, Cantiere dei F.lli Cobelli, anni ’30. Varo a s-ciafà.
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Il varo di un’imbarcazione è il suo passaggio dalla terraferma all’acqua. La maggior parte delle volte le barche vengono varate di poppa, quindi facendole scivolare sopra a dei vasi (assi di legno che fungono da scivolo per il fondo della barca) fino a che non aderiscono completamente all’acqua.

Ma che cos’è il varo a s-ciafà? E quando viene utilizzato?

Esso prende il nome dal termine dialetto s-ciafà, ovvero schiaffo; si tratta di un tipo di varo che permette all’imbarcazione di entrare in acqua lateralmente e non più di poppa. L’impatto con l’acqua è secco, con un movimento unico, assimilabile quindi ad uno schiaffo -come ci dice il nome stesso-.

Questo metodo per portare la barca a contatto con l’acqua veniva utilizzato principalmente in canali o fiumi con una particolare corrente, che quindi avrebbe impedito di fare un varo di poppa tranquillo.

Ne è un esempio il varo eseguito allo squero Cobelli di Pescantina (VR), un cantiere sull’Adige, un fiume conosciuto per le sue forti correnti d’acqua. (vedi foto).


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