Capitano, o mio Capitano: Sonia Dalla Riva – intervista inedita

Pubblicato da museonavigazione il

Sonia Dalla RIva al comando della Tiepolo

Le donne in barca ci sono sempre state!

È perentoria, nella sua affermazione, Sonia Dalla Riva, il Capitano della Motonave “Tiepolo”, barca a motore per il turismo fluviale. Nel giorno ufficialmente dedicato alle donne, l’8 marzo, vogliamo parlare di una donna, tipo tosto, che naviga e fa navigare…

Sonia è un “barcaro”.

Per la verità, Lei si è presentata dicendo: “Sono il Capitano della Tiepolo”.

Il Capitano?  “Certo, non la capitana. Non mi piace la trasformazione al femminile del nome di un titolo che ho acquisito con lo studio e la pratica ed una serie di esami pubblici, difficili. Il titolo di Capitano vale per la donna come per l’uomo” – (in effetti, nessuno chiama “il guido” la guida maschio del Museo).

Utilizziamo, quindi, il sostantivo “barcaro” come genere neutro. Inoltre, dandole del barcaro, non intendiamo barcaro in senso stretto, di quelli che han navigato sui burci privi di motore. Sonia non è nata in quell’epoca, è troppo giovane (ma non scopriamo l’età delle donne!).

Sonia, abbiamo detto, è un barcaro ovvero, professionalmente, un moderno navigante, perché lavora e vive conducendo il suo Tiepolo. È barcaro nel DNA perché appartiene ad una famiglia notoriamente barcara. “Barcaro” è il padre, il Capitano Antonio Dalla Riva ora al timone della M/N Rialto; barcaro il fratello, Capitano Luigi Dalla Riva, comandante del “Il Burchiello”; barcaro è la cognata, Monica Caime, sempre a bordo in coppia con il marito Luigi. Sono barcari altri parenti, vicini e lontani di grado e nel tempo.

Ed è barcaro anche il marito di Sonia, Moreno Perini, che condivide il timone del Tiepolo, come la vita familiare. Una famiglia barcara, anche nello stile di vita, con tanto di giovane figlia destinata probabilmente a continuare la casada in barca e, soprattutto, mantenere la donna al comando! Talvolta, loro tre, trascorrono a bordo del Tiepolo i fine settimana, avendovi ricavato lo spazio sufficiente per dormire e mangiare, come un tempo d’estate facevano i capibarca sui burci, ospitando nella poppa della barca l’essenziale per vivere con moglie e figli che, così, nel frattempo imparavano il mestiere, anzi, l’arte del barcaro. E qualche Dalla Riva può ben dire di essere letteralmente nato in barca!

Sonia Dalla Riva con Riccardo Cappellozza alla Festa dei Barcari, a Battaglia Terme, nel 2019. Tutta la famiglia Dalla Riva è stata grande amica di Riccardo e del Museo.

Comunque, l’affermazione di Sonia che “le donne in barca ci sono sempre state” non indica una presenza passiva e remissiva, non si riferisce esclusivamente al ruolo di angelo del focolare, o della fogara, al servizio, a bordo, di forzuti muscolosi timonieri, per forza maschi.  Per togliere ogni dubbio Sonia ricorda: “A Venezia, in Actv [il servizio pubblico di trasporto, ndr], è normale vedere le donne impegnate sui vaporetti nelle stesse mansioni dei colleghi uomini”. Così anche nella navigazione marittima, a bordo delle navi “è normale”.

Peraltro, in tempi di guerra, ad esempio, era capitato che le donne avessero sostituito al timone i mariti, i padri, i fratelli mentre questi erano militari al fronte. Condurre una barca non ci si improvvisa. Dovevano per forza aver fatto pratica, in precedenza, stando a bordo. Alcune erano diventate capobarca a causa della morte dell’uomo, quindi rapidamente imprenditrici del trasporto commerciale. Bisognava saper condurre non solo il timone ma anche gli affari.

Molte donne andavano in barca con i mariti una volta che i figli avevano terminato di andare a scuola. Non aiutavano solo in cucina ma anche nel vero lavoro del barcaro….

dal libro “I barcari raccontano i cavallanti”, di Marina Bovolenta, pag. 44, in vendita presso il bookshop del Museo

Ripensando alla propria carriera Sonia Dalla Riva corregge il tiro: “Una volta i ruoli erano definiti anche dal genere, quindi era inusuale che una donna conducesse una barca turistica. Ricordo le prime scolaresche trasportate. Ero una sorta di oggetto di curiosità, al timone ero il bersaglio delle fotografie degli studenti. Un’altra volta, un turista anziano vide che ero io il pilota e chiese di scendere a terra!”.

E poi, continua, come ulteriore riflessione: “Sicuramente all’inizio del mio percorso sono stata oggetto di battute sessiste da parte dei colleghi maschi. Ricordo anche di aver ricevuto, in sede di uno degli esami abilitanti, una maggiore attenzione nell’esamina delle mie competenze. Ritengo che ciò sia da ricollegare all’educazione, alla mentalità, alla cultura di un tempo. E poi senz’altro una volta era richiesta una manualità muscolosa tipicamente maschile, ora compensata dalla tecnologia. Oggi sta cambiando tutto, quindi nessuno adesso ci fa caso se sono io al timone del Tiepolo”.

La Tiepolo in cantiere per l’annuale manutenzione
Navigazione sul Bacchiglione, verso Pontelongo
Navigazione a Venezia
Sul Naviglio del Brenta, davanti a Villa Pisani, Strà (VE)

Sonia è abilitata, dal 1995, comandante per la navigazione interna e, dalla fine degli anni ‘90, per la navigazione marittima.

La M/N Tiepolo l’ha acquisita nel 2014 dal padre Antonio. È una barca con più vite vissute. Era stata costruita come “sabbionara”, cioè burchio da sabbia. Ovviamente a fondo piatto, ideale, quindi, per la navigazione interna. Nel 1998 è stata acquistata dal padre Antonio e trasformata in “burchiello” [burcio bello, ndr], confortevole motoburchio per il trasporto turistico. È lunga 25 metri e ha la capacità di ospitare fino a 120 posti a sedere.

Sonia: “La mia è una vera e propria professione a tempo pieno. Non è un ripiego. Ho investito e investo, da anni, tempo e denaro, coinvolgendo ovviamente la famiglia, condividendo i rischi d’impresa col marito che svolge il mio stesso lavoro. L’organizzazione aziendale è articolata per sviluppare al meglio l’offerta di escursioni con la Tiepolo. Abbiamo anche la gestione di una agenzia di viaggi. Il fattore stagionale, da un decennio, si sta allungando, consentendo di lavorare tutto l’anno. Non solo in primavera ed estate si può navigare. Ci sono delle opportunità anche sotto Natale, per il Carnevale e a fine ottobre-primi di novembre. Novembre è il mese utile per portare la barca in cantiere per le periodiche manutenzioni. Purtroppo, in questo lungo periodo di chiusura causa Coronavirus, la nostra famiglia sta subendo la crisi del comparto turistico, azzerato”.

Siamo alla fine di questa chiacchierata con Sonia, svolta un po’ nelle sale del Museo e un po’ a bordo della Tiepolo ormeggiata, in questi giorni, alla vecchia banchina sul canale Piovego, a Padova, lungo Via Trieste, poco prima del Ponte di Corso del Popolo.

Era la vecchia banchina di ormeggio dei burci carichi di carbone destinato al vicino impianto di produzione del gas da città. Abbiamo, da diversi anni, la licenza di occupazione dello spazio acqueo prospiciente. Purtroppo, le condizioni dello storico molo sono pessime, lasciato andare nell’incuria. E anche arrivarci non è stato facile, causa le pessime condizioni dell’alveo, non più soggetto a dragaggi.

E pensare che lì, fino a circa 60 anni fa, arrivavano barche cariche che pescavano col timone anche 4 metri al fondale! Al Museo abbiamo il timone originale di uno di quei barconi.

Sonia al timone di un vecchio burchiello ACTV, donato al Museo dal padre Antonio Dalla Riva
Sonia Dalla Riva al Muba

Sonia, sei pentita di essere il Capitano della Tiepolo?

Nemmeno per scherzo. È qualcosa che hai intimamente dentro, si dice nel DNA, che ti porta a superare le difficoltà, compensate abbondantemente dalla bellezza che sprigiona il rapporto con l’acqua e il paesaggio che continuamente si rinnova nelle rotte che volta per volta si fanno per la gioia dei turisti. Un giorno sei in laguna di Venezia, un altro navighi sul Canal Bianco verso Adria, la settimana dopo risali la Riviera del Brenta. Ogni anno, pure, risaliamo lungo il Bacchiglione fino a Pontelongo. Siamo riusciti a raggiungere anche Bovolenta. Più oltre, fino al Museo, finora non siamo riusciti ad arrivare. Le condizioni dell’alveo non sono più le stesse del tempo dei burci. Chissà che passata la crisi “Covid” non nascano delle nuove opportunità di navigazione!”

Sonia, sentiamo la tua passione. Ma quante sono le donne Capitano della navigazione interna, in servizio a tempo pieno, su una propria barca?

Beh, togliendo le donne che operano nei servizi di trasporto pubblico in laguna…. sono solo io!”

Conversazione tra Sonia Dalla Riva e Maurizio Ulliana, svolta nei giorni 2 e 3 marzo 2021.


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