Le avventure del Trabaccolo Concordia

Pubblicato da Museo della Navigazione Fluviale Battaglia terme - Padova il

Sabato, mattina, 8 febbraio 2020, è stato varato lo storico Trabaccolo Concordia dallo storico cantiere Casaril, in Venezia, dove, da mesi, era sui vasi, in attesa di un salvatore.
Il precedente proprietario era oramai deciso a smantellarlo, perché rischiava di andare a fondo, se fosse tornato alla Giudecca, dove ormeggiava abitualmente.

L’associazione TVB, che gestisce il Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, è intervenuta per salvaguardare almeno lo scafo. Riparate le falle principali, non potendo più occupare lo spazio in cantiere, è stato trasportato nelle acque placide della Baia di Forte Marghera e, nel frattempo, è stato attivato il Comune di Venezia, il Sindaco, perché accolga lo storico Trabaccolo Concordia all’Arsenale, e interessi il locale Museo delle Imbarcazioni Tradizionali (MIT) per la sua tutela, come prescrive l’art 9 della Costituzione italiana.

Riccardo Cappellozza ha insegnato a non mollare mai, quando la rotta è quella giusta.

Questo il racconto del varo del Trabaccolo Concordia di Maurizio Ulliana, Presidente di TVB:

Il duro lavoro con le binde da parte degli uomini del cantiere, con un avanzamento verso l’acqua di 2-3 cm in un’ora, finalmente, dopo la ripassata col siego, il grasso del maiale, ben scaldato (eravamo a circa 2-3 gradi) , ha sortito effetto.

Un graduale movimento, quello giusto, a scendere, le binde che si staccano, non più in tiro, gli uomini che si precipitano a spingere a mano, festosi, tutti, me compreso, come con l’auto in panne, e finalmente la slitta scivola docilmente in acqua, in pochi secondi, con lo spruzzo e il distacco dai vasi, trattenuti poco dopo dall’ancoraggio a terra, dello scafo che continua un abbrivio di pochi metri e si ferma, beato e galleggiante, a contemplare pacifico, dall’acqua, ‘”sti quattro matti in tera” che hanno azzardato a rimettere in acqua il Trabaccolo Concordia, destinato ad altra mesta meta, se non ci fosse ancora chi crede nell’impossibile.

Un grazie speciale a Luca Casaril, titolare dello storico cantiere navale in Venezia, un monumento nazionale che qualcuno vorrebbe fare chiudere per ragioni di messa in sicurezza. Luca, “duribanchi”.

E un ringraziamento super a Michele Tonolotto, l’ultimo proprietario del Concordia, romantico e malato come noi delle barche della tradizione.

Maurizio Ulliana, Presidente dell’Associazione TVB Traditional Venetian Boats e Gestore del Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme.

Tonolotto, collezionista di barche storiche, già imprenditore produttore dei cofani MT, mitici barchini da laguna, grande veneziano, intenditore, cresciuto giocando nello squero Tramontin, era arrivato allo stremo delle forze.
Dopo l’affondamento a Venezia del Marinaretto, nel novembre scorso, psicologicamente prostrato ed economicamente dissanguato, aveva deciso di chiudere con le barche storiche.
La Comacina e il Topo che TVB ha recuperato a Venezia, salvandole dall’affondamento, per il moto ondoso e non solo, provengono da lui.


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