Giovedì 13 settembre. La fede dei barcari di ieri e quella di oggi. Presentazione del libro “La fede quotidiana” di F. Cavallaro.

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Navigando a vela con il Burcio Maria II (1900) di mio padre Adriano Cappellozza, tra Murano e Mazzorbo nella Laguna di Venezia, trovammo l’isola di San Giacomo in Paluo (Paludo), già polveriera, abbandonata nel 1964.

Passandovi davanti incontrammo il Capitello dedicato alla Madonna (Madonna del Trono, dell’isola del Paludo).

Sospinti dal vento di scirocco che gonfiava le nostre vele, vidi mio padre, bruciato dal sole, alla barra del suo timone, levarsi il cappello.

Questo gesto (1945/1950) mi ha colpito e non l’ho più dimenticato.

Più tardi ho avuto conferma che tutti i barcari , passando davanti a questo capitello, si levavano il cappello.

Riccardo Cappellozza 

Come si comportano i naviganti, donne e uomini, del nostro tempo?

Cos’è la fede oggi nel quotidiano?

Ne parleremo con Francesco Cavallaro, in occasione della

presentazione del suo libro “La fede quotidiana“,

Giovedì 13 settembre 2018

ore 21.00

al Museo Civico della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme.

L’incontro, ad entrata libera, sarà preceduto, per chi lo volesse,

dalla visita guidata al Museo dei Barcari (costo euro 10,00 per persona,  ridotto euro 7,00 ).

Programma

ore 21.00 Visita guidata alle sale museali – costo euro 10,00 per persona,  ridotto euro 7,00.

ore 21.45 Presentazione del libro “La fede quotidiana” – entrata libera.

ore 22.30 Conclusione con brindisi sotto il pergolato con “El vin dei barcari” .

E’ gradita la prenotazione.

Contatti: info@museonavigazione.eu  – tel. 049525170 – sms/whatsapp 3456822956.

 

Francesco Cavallaro (padovano, classe 1980) è un giornalista free lance.  E’ stato catechista ed educatore di Azione cattolica. Ama andare in bici da corsa e, nella fatica, ammirare le meraviglie del Creato.

La sua ultima opera “La fede quotidiana” ci narra di come la bussola rappresentata dalla fede ci possa guidare nella navigazione quotidiana. “Il Signore non si stanca di chiamarci nell’ordinarietà. Non agisce in maniera roboante, è discreto e – soprattutto – ci lascia massima libertà. Se gli rispondiamo con cuore aperto ci ricolmerà di infiniti doni. Spetta a noi scegliere da che parte stare. Un’interrogazione da superare, i figli da crescere, il lavoro che va così così, i genitori da accudire: ogni giorno siamo chiamati a fare i conti con mille incombenze. Tutti ci chiamano, tutti pretendono qualcosa da noi. A volte, presi dai tanti impegni, ci dimentichiamo di Dio. O addirittura lo eliminiamo scientemente. Eppure è proprio quando non lo mettiamo al centro che ci riscopriamo scarichi e privi di motivazioni. Come una barca che naviga senza una meta precisa.”

 

 


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